Programma Manifestazione 15 Marzo. TUTTI A BARI!
ore 10.00 Inizio del corteo con la lettura dei nomi delle vittime
ore 12.00 Arrivo del corteo in Piazza della Libertà. Saluti dei familiari e delle autorità
ore 15.00 – 17.30
Workshop
- Minori e mafie
- I ragazzi d’Italia si incontrano
- L’Europa contro le mafie
- Mafie e corruzione: strumenti di prevenzione e contrasto nelle pubbliche amministrazioni
ore 18.00 Concerto finale e partenza dei partecipanti
Piazza del Ferrarese
Spettacolo “Moda Nostra” di Casa Comune Area Teatro (di Augusta) Animazione a cura de La Farandula (di Bari)
Piazza della Libertà
Animazione di strada e giocoleria del presidio Peppino Impastato – Moncalieri
Gruppo percussioni del Senegal del presidio Rita Atria – Chieri
Piazza Garibaldi ore 14.30
Spettacolo: Speranze su Peppino Impastato del Presidio Harry Loman – Torino
ore 16.30
Spettacolo di Alessandro Langiu :Crack’s Epoc
Add comment Febbraio 28, 2008
Ecco il tetto per i libri
OMA – Comprare i libri per i licei classici e scientifici costerà al massimo 1490 euro per tutto il ciclo di studi mentre gli studenti degli istituti professionali dovranno sborsare per completare gli studi circa 913 euro. E’ quanto prevede il decreto firmato dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, che per la prima volta si occupa del costo dei libri delle scuole superiori con cui vengono fissati già per l’anno scolastico 2008/2009 i tetti di spesa per i testi scolastici scelti dai docenti per ciascun anno di scuola secondaria superiore.
“Studiare non può diventare un lusso per pochi” e con l’abbattimento del costo dei libri “non ne risentirà la libertà di insegnamento” ha commentato il ministro Fioroni. “Credo anche che la scuola non sia l’unica a doversi fare carico del problema, e sono certo che anche gli editori collaboreranno a questa operazione trasparenza” ha aggiunto.
Il tetto di spesa varia dai non più di 120-140 euro l’anno per una quinta professionale al massimo di 370 euro per una terza del liceo classico. D’ora in poi, dunque, i docenti dovranno scegliere i testi con il “bilancino” per evitare di sforare i tetti massimi imposti dal ministero che punta a venire incontro alle famiglie, salassate, ogni anno, dal caro-testi.
La novità riguarda circa 2 milioni e 600 mila ragazzi che frequentano le scuole statali superiori. Il decreto prevede per ogni anno di corso e per ogni tipologia di scuola il prezzo massimo complessivo della dotazione libraria entro la quale i professori potranno operare le proprie scelte. Con i nuovi tetti, alla luce del monitoraggio effettuato quest’anno, il 40 per cento delle classi delle scuole superiori italiane dovrà abbassare l’importo complessivo della spesa per i libri.
Ecco alcuni esempi di quanto costeranno al massimo i libri alle famiglie sommando i prezzi di tutti e cinque gli anni di studio: per un istituto professionale la spesa non potrà superare in media 913 euro; per gli istituti tecnici, che costeranno durante i cinque anni poco più di 1.200 euro, si oscillerà dai 1.115 euro previsti per l’aeronautico ai 1.290 di un nautico. E mentre per i licei artistici e istituti d’arte la spesa massima complessiva per tutti e cinque gli anni sarà mediamente di 1.000 euro, studiare nei licei classici e scientifici costerà al massimo 1490 euro.
Il ministero ha anche attivato un sistema di rilevazione delle adozioni dei libri di testo, in modo tale da poter tempestivamente controllare gli eventuali sforamenti dei limiti di spesa da parte delle scuole. Il mancato rispetto dei tetti di spesa sarà tempestivamente contestato alle scuole inadempienti.
(Repubblica – 25 febbraio 2008)
Add comment Febbraio 25, 2008
Tetto di spesa per i libri
ROMA – Un tetto di spesa per i libri di testo scolastici. E’ quanto prevede un decreto del ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni che per la prima volta ha voluto “mettere mano” anche nelle scuole superiori. Il decreto sarà pubblicato tra domani e martedì con tutte le tabelle che riguarderanno, oltre il consueto tetto per le elementari e le medie anche un limite di spesa per tutti e cinque gli anni per ogni tipologia di liceo o istituto tecnico o commerciale.
La firma del decreto è di qualche giorno fa, ma la notizia del tetto per le superiori è emersa soltanto oggi da fonti di viale Trastevere. Gli uffici sono in queste ore al lavoro per preparare le comunicazioni da inviare alle singole scuole: un’opera impegnativa, fanno notare dal ministero, in quanto per la prima volta si dà ad ogni istituto superiore una indicazione sui costi dei libri che gravano particolarmente sulle famiglie. Per avere gli importi dei tetti bisognerà aspettare la pubblicazione ufficiale da parte del ministero in quanto ogni singola classe di ogni singolo corso di studi avrà limiti di spesa differenti.
L’obiettivo è quello di aiutare le famiglie, ha spiegato il ministro Fioroni, ma anche di conciliare l’aspetto economico con quello qualitativo dei libri di testo, perché non sempre tutto quello che costa tanto, vale tanto. C’è stata una “attenzione particolare alle famiglie – ha sottolineato Fioroni – che soprattutto alle superiori affrontano le spese maggiori”.
Forti sollecitazione per calmierare il costo dei libri erano venute, nei giorni scorsi, dalle associazioni dei consumatori che chiedevano interventi per fermare la galoppante corsa dei prezzi. In corso anche un’istruttoria dell’Antitrust sul caro-libri.
(24 febbraio 2008)
Add comment Febbraio 24, 2008
15 Marzo: A Bari per farci sentire, per gridare ancora che “La mafia è una montagna di merda”
Dopo le iniziative svoltesi nelle scuole della città, e che continueranno nei prossimi giorni, siamo sempre più fiduciosi che un altro mondo è possibile. Un mondo di giustizia sociale, legalità, di partecipazione, di cooperazione. E questo mondo passa da noi.
Il 15 marzo tutti a Bari per la manifestazione nazionale. Di seguito il percorso:
IL PERCORSO DEL CORTEO DEL 15 MARZO A BARI
(clicca per vedere il percorso su Google Map)
Il percorso del corteo che si snoderà per le vie di Bari il prossimo 15 marzo è il seguente:
* Lungomare Perotti
* Lungomare Nazario Sauro
* P.zza Diaz
* Lungomare Di Crollalanza
* Piazza 4 novembre
* Corso Vittorio Emanuele
* Piazza Libertà (o della Prefettura)
Add comment Febbraio 19, 2008
Giù le mani dalle donne
Nel reparto di IVG del II Policlinico di Napoli, nella serata di ieri 11 Febbraio alcuni agenti del Commissariato Arenella hanno fatto irruzione, senza alcun mandato, motivando di aver notizia di reato di ‘feticidio’.
Si trattava di un aborto terapeutico alla ventesima settimana regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l’intervento. Il feto affetto da una grave malattia genetica, era peraltro già morto al momento dell’operazione.I medici, di fronte ad un ined ito agire della forza pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della paziente. Gli agenti hanno poi intimidito la vicina di letto della donna esortandola a testimoniare in quel momento altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice.
Quello che è successo ieri a Napoli è la triste conferma di un clima di intolleranza e regressione culturale che sta invadendo il nostro Paese. È un’intollerabile dimostrazione che i diritti della donna sono oggi sempre più alla mercè di un dibattito politico viziato da fondamentalismi e posizioni guidate da un’indebita ingerenza dei precetti della Chiesa.
Non a caso, questo attacco è avvenuto dopo che nei giorni scorsi era stata lanciata l’ennesima campagna antiabortista e per una revisione al ribasso della legge 194, oltre alla richiesta addirittura di una moratoria internazionale contro l’aborto. Si inserisce dunque in un clima di “caccia alle streghe” che rischia soltanto di danneggiare donne che vivono già una situazione di vulnerabilità, oltre che di mettere in pericolo le conquiste ottenute a costo di dure lotte dal movimento delle donne.
Non siamo disposte a rimettere in discussione i nostri diritti, non siamo disposte a lasciare che le nostre scelte vengano giudicate dai tribunali dei talk show.
L’Unione degli Studenti
Add comment Febbraio 14, 2008
Ancora fascismo nelle scuole italiane
Venerdì 8 febbraio era previsto l’ennesimo tentativo da parte della destra romana di piegare e strumentalizzare la storia ai propri interessi.La Consulta Provinciale degli studenti, su proposta dei rappresentanti di azione studentesca e Blocco studentesco, avevano infatti programmato un convegno sulle foibe presso il teatro Brancaccio. Tale iniziativa, lungi dall’essere un momento di confronto e analisi obbiettiva della storia – come avremmo auspicato – sembrava una vera e propria rivendicazione territoriale, deducibile anche dal titolo: “Istria, fiume e Dalmazia, anche le pietre parlano italiano”. A ciò si aggiunge inoltre che alla conferenza si sarebbe di sicuro riversati i partecipanti al corteo indetto dal Blocco Studentesco nella medesima mattinata per “commemorare i martiri delle foibe”.
Fortunatamente, dopo le proteste di molti studenti fuori e dentro la consulta, grazie anche alla lettera aperta al mondo della scuola promossa dall’uds e dalle altre associazioni giovanili, la direzione del teatro Brancaccio ha impedito lo svolgimento della conferenza constata la forte strumentalizzazione dell’evento. Anche l’assessore alla cultura del comune di Roma, invitato a partecipare, ha declinato l’invito perchè “Una parte, seppur minoritaria, degli stessi promotori ha deciso di fare un corteo dagli slogan e dai contenuti aggressivi. La contemporaneità delle due cose ha cambiato il clima, e io penso che il clima sia fondamentale per qualsiasi dibattito che abbia almeno intenzioni democratiche e rispettose di quello di cui si parla».
Finalmente le istituzioni danno i primi segnali rispetto a quanto da mesi avviene nelle scuole romane: clima di odio, tensione, intolleranza, episodi di apologia di fascismo.
Noi, come studenti che credono in un futuro di pace privo di violenze, condanniamo, naturalmente, l’uso della violenza come strumento di repressione politica, senza giustificazione di bandiera alcuna, ferma però restando la centralità della memoria storica e il rifiuto di ogni mistificazione di carattere palesemente revisionistico.
Riteniamo doveroso che a fronte dell’inevitabile situazione di tensione nella città e soprattutto in rispetto della nostra costituzione e della legislazione vigente, si proceda al divieto di manifestazioni di apologia del fascismo.
L’8 febbraio parteciperemo all’iniziativa indetta dall’Anpi dove ci sarà la possibilità, veramente, di discutere della tragica vicenda triestina in tutta la sua complessità, daremo vita a volantinaggi, assemblee, diffusione di materiale informativo, presidi perchè la memoria, anche su quanto accaduto nella zona giuliano-dalmata, sia un fatto condiviso e partecipato fuori da ogni bieca strumentalizzazione.
Riteniamo che ciò che sta avvenendo a Roma sia un importante segnale del clima che si respira in tutta Italia: sono sempre più frequenti episodi di aggressioni di stampo squadrista nel mondo giovanile e, in particolare, nelle scuole: risale a poche settimane fa, per esempio, l’aggressione di cui è stata vittima una studentessa dell’UdS in Veneto.
Chiediamo alle istituzioni e alla società tutta di non rimanere a guardare!
L’Unione degli Studenti
Add comment Febbraio 14, 2008
Risultati referendum studentesco
dal sito www.repubblica.it
Riforme per una scuola diversa
l’esito del referendum studentesco
di SALVO INTRAVAIA
GLI studenti italiani chiedono al ministro Fioroni una “scuola diversa”. Ridiscussione del meccanismo crediti/debiti e della recente norma che ha ripristinato “gli esami di riparazione”, valutazione delle competenze e delle metodologie didattiche dei prof, con il contributo degli stessi studenti. Ma non solo. Una maggiore rappresentanza studentesca in seno agli organi collegiali, che occorrerebbe riformare, e una legge sul diritto allo studio che “sancisca i livelli essenziali di servizi e tutele in ogni singola regione” per superare le attuali discriminazioni fra il Nord e il Sud del Paese. Una specie di rivoluzione sancita dal voto di oltre 30 mila studenti italiani che dal 4 al 7 dicembre hanno aderito al primo Referendum studentesco (Stand up for your right) promosso dall’Unione degli studenti.
L’occasione per presentare i dati della consultazione studentesca è stata la Terza convention studentesca europea che ha ospitato a Roma, oltre alle associazioni italiane, anche quelle di altri 22 paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Irlanda, Islanda, Lituania, Macedonia, Olanda, Norvegia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Francia, Serbia, Montenegro e Gran Bretagna), e che oggi si è chiusa con un incontro degli studenti con il commissario europeo all’Istruzione, Jan Figel, e il ministro della Pubblica istruzione italiano, Giuseppe Fioroni.
Il referendum è stato un plebiscito. L’82 per cento degli studenti italiani ritiene che anche ai professori debba essere appioppata una pagella. Il tutto attraverso “un sistema di valutazione nazionale sulla preparazione e le metodologie didattiche” che contribuisca a svecchiare l’insegnamento ma il 15 per cento ritiene che nella valutazione degli insegnanti gli alunni non debbano metter parola. Una valanga di sì anche per la questione debiti: l’85 per cento dei ragazzi intervistati ritiene che “Fioroni debba discutere di più con gli studenti di tematiche così importanti anziché mettere toppe a un sistema contraddittorio e ambiguo”.
Meno plebiscitaria la risposta sulla rappresentanza studentesca all’interno del Consiglio d’istituto: l’organismo che delibera tutte le questioni di carattere amministrativo e organizzativo della scuola. Il 63 per cento chiede una rappresentanza paritetica: attualmente gli studenti sono quattro e gli insegnanti otto. Ma il 23 per cento “non sa” dare una risposta. La quasi totalità (il 90 per cento) dei ragazzi e delle ragazze che frequentano le nostre scuole superiori chiedono una legge nazionale sul diritto allo studio per agevolare gli studenti meno abbienti. Fra le richieste più gettonate borse di studio, fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo, agevolazioni sui trasporti e una Carta studenti per le agevolazioni sui consumi culturali. Ma anche interventi più consistenti a favore degli immigrati e degli studenti disabili.
“Si tratta di risultati parziali – commenta Valentina Giorda, dell’Uds – rispetto alla necessità di invertire la rotta. La voglia degli studenti di partecipare al referendum è stata tanta ma occorre anche inasprire la denuncia nei confronti dei dirigenti scolastici che negano i diritti dello Statuto delle studentesse e degli studenti”. E la richiesta di intervento passa al governo in carica. “Il governo – continua la leader dell’Uds – non può più rimandare le richieste che emergono dai quesiti del referendum”.
(14 dicembre 2007)
1 comment Dicembre 18, 2007
Arriva Blogmag Dicembre
Uscirà fra il 12 e 15 dicembre il prossimo numero di Blogmag di Matera. Un magazine che vuole uscire dalle scuole (almeno nei nostri di intenti di redattori materani) per giungere nei locali e negozi materani ed aprirsi ad un pubblico più ampio al fine di dimostrare agli adulti delle capacità giornalistiche degli studenti medi ed universitari ed aprire gli occhi sul lato positivo della scuola, fatto non solo di bullismo, riprese con i cellulari ed odio per la matematica.
Il numero di dicembre contiene i seguenti articoli:
- Pag. 7 – Questione immigrazione, pacchetto sicurezza
- Pag. 10 -Integrazione: L’esempio materano + interviste (di Diana Armento)
- Pag. 12 – Senatori a Vita: qualcuno le chiama stampelle
- Pag. 14 – Ulster: Torna il cielo sui cieli di Irlanda
- Pag. 17 – Come sta la scuola? (di Antonello Loforese)
- Pag. 20 – Difficile scegliere: Castità e contraccezione a confronto
- Pag. 22 – Paese che vai, usanza che trovi
- Pag. 24 – Il Venezuela di Chavez
- Pag. 26 – Sempre le solite scorie (di Leonardo Madio)
- Pag. 30 – Nuovi webmalati
- Pag. 34 – Verso le olimpiadi (di Agnese Ferri)
- Pag. 36 – Qualche volta Tokidoki
- Pag. 42 – E’ dura per la cultura:L’Onyx Jazz Club bloccata (di Max Abbatino)
- Pag. 50 – Pallavolo d Hockey a Matera (Angelo di Marzio e Cosimo Lamacchia)
Scarica l’edizione di dicembre
Blogmag è un progetto redazionale avviato lo scorso anno dalla Consulta Prov.le degli Studenti di Matera. Tutt’ora consta di circa 10 redattori locali e la redazione è affidata ad Antonella Capalbi. Un progetto che mette in evidenza le capacità degli studenti, fuori da logiche di disinformazione faziosa e di condizionamenti esterni.
Add comment Dicembre 9, 2007
Dalla Trisaia: No alle compensazioni
No scorie Trisaia chiede al Presidente della Regione Basilicata, De Filippo di convocare con urgenza al Tavolo della Trasparenza di martedì prossimo 4 dicembre anche i dirigenti dell’ENEA che non possono defilarsi in base alle responsabilità affidate dal Governo Prodi e dal suo Ministro Bersani a questo Ente per la scelta del sito unico ove realizzare il deposito italiano delle scorie radioattive a cui vi provvederà la SOGIN SpA.E’ infatti acclarato che L’ENEA, sulla questione nucleare, ha assunto più rilievo della stessa SOGIN SpA, al punto che questo ente pubblico sta sperperando grossi investimenti nella ricerca sul nucleare a scapito delle energie alternative pagate dagli italiani attraverso la bolletta energetica nonostante abbiano detto no con un Referendum al nucleare.Inoltre, assieme alla Sogin SpA, l’ENEA collabora con l’Istituto americano Batteile per le nuove strategie nucleari in Europa. Sempre ENEA avrà un ruolo fondamentale nella scelta del deposito unico per le scorie radioattive. Il suo presidente, il prof Paganetto che ha sostituito il prof. Rubbia, è un nuclearista dichiarato ed ha fondato con Chicco Testa, ex presidente dell’Enel l’associazione Pimby (acronimo inglese che significa “si nel mio giardino ma compensatemi”)che rappresenta la nuova strategia mediatica e di convincimento messa in atto dal governo Prodi sotto la potente spinta delle lobby e del partito trasversale del nucleare per realizzare il deposito unico.In questo modo si vogliono “drogare” i comuni con le compensazioni economiche così come è stato fatto con la pubblicazione di un recente decreto che affida alla Provincia di Matera oltre 2,8 milioni di Euro ed altrettanti al Comune di Rotondella per un totale di quasi 6 milioni di euro (analogamente sta accadendo negli altri comuni nuclearizzati italiani).No Scorie Trisaia ricorda ai Lucani come il sito dell’Enea di Rotondella nel 1978 doveva diventare una centrale nucleare ed i calanchi di Craco-Tursi- Stigliano il deposito di scorie in Basilicata. Aver prescelto la Regione Basilicata per coordinare il gruppo di lavoro che dovrà giungere alla “soluzione finale” non può far stare tranquilli i Lucani. Massimo Romano, amministratore della Sogin SpA, ha dichiarato di recente che servirebbero 50 ettari ubicati magari nelle vicinanze di un centro di ricerca per ubicarci il deposito unico delle scorie radioattive. Non crediamo più quindi alle “favole” del Centro della Trisaia ove si svolgono corsi di formazione o si promuovono le fattorie del vento agli studenti, mentre l’ENEA studia in segreto il possibile sito ove verranno stoccate le scorie radioattive che di fatto sblocca anche il nucleare in Italia. E’ infatti impressionante la catena di accordi a livello internazionale che l’ENEL ha contratto prima con le centrali nucleari dell’est ed ora addirittura con la Francia dove ha acquisito il 12,5 delle azione del reattore EPR, proprio quello a cui i francesi si stanno opponendo. L’ENEL ha acquisito inoltre anche il 12,5 delle scorie che lo stesso reattore produrrà, anche questi sono i motivi della spasmodica ricerca del deposito unico per le scorie ove potrà essere stoccato anche il combustibile nucleare riprocessato. E’ vergognoso che Enea, Enel e Sogin prelevino dalla bolletta i soldi che dovrebbero servire per mettere in sicurezza le scorie radioattive mentre indirettamente si stia con questi soldi finanziando la ripresa della produzione elettrica attraverso il nucleare in Italia (visto i notevoli ritardi dei lavori del decommissioning).
Add comment Dicembre 4, 2007

