Elezioni: Torna la destra

Aprile 15, 2008

Lo spoglio ormai è concluso, e il verdetto delle urne è quantomai impietoso: dopo due anni di governo sicuramente non esaltanti, con tante promesse non mantenute e pochi risultati concreti ottenuti, le chiavi del Paese sono di nuovo in mano a Silvio Berlusconi.

Questo non è, però, l’unico dato preoccupante che emerge dall’analisi del voto: Berlusconi ha vinto soprattutto grazie all’apporto determinante della Lega Nord, che ha ottenuto un successo notevole, andato ben al di là di ogni ragionevole aspettativa; come tutti ben sappiamo, la Lega si caratterizza per posizioni xenofobe, apertamente razziste, spesso cariche d’odio verso l’altro, e connotate da una ispirazione di fondo violenta. La scenario disegnato dal voto, che vede Berlusconi e il PdL ostaggi di un partito come la Lega Nord, non può non essere definito inquietante, per il Paese e per le sue istituzioni democratiche.
L’altro dato è la scomparsa della sinistra dalle istituzioni rappresentative democratiche; per la prima volta nella storia, formazioni politiche che hanno una tradizione, una cultura, un’identità ben precisa e radicata nel Paese non avranno rappresentanze parlamentari. Questo, al di là delle opinioni e delle convinzioni personali, non può essere comunque accolto come un elemento positivo da chi ha a cuore il pluralismo e la democrazia.

Si apre una stagione difficile, che sarà sicuramente caratterizzata da una nuova e rinvigorita offensiva scagliata contro la scuola, l’università, i diritti civili e sociali, la Costituzione.

Proprio per questo, però, il nostro ruolo, quello di studenti e studentesse che combattono le precarietà e lottano per la pace, l’accoglienza, la tolleranza, per una scuola pubblica di qualità, per l’accesso a tutte le forme di sapere, sarà ancora più determinante di prima.

Chi si accinge a governare l’Italia sappia, fin da subito, che se verranno rimesse in campo ipotesi di riforma della scuola ispirate al disegno della Moratti, troverà la nostra sicura opposizione; un’opposizione che sarà dura e agguerrita come non mai, nelle scuole, nelle piazze, nelle strade delle nostre città.

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