Ancora fascismo nelle scuole italiane

Febbraio 14, 2008

Venerdì 8 febbraio era previsto l’ennesimo tentativo da parte della destra romana di piegare e strumentalizzare la storia ai propri interessi.La Consulta Provinciale degli studenti, su proposta dei rappresentanti di azione studentesca e Blocco studentesco, avevano infatti programmato un convegno sulle foibe presso il teatro Brancaccio. Tale iniziativa, lungi dall’essere un momento di confronto e analisi obbiettiva della storia – come avremmo auspicato – sembrava una vera e propria rivendicazione territoriale, deducibile anche dal titolo: “Istria, fiume e Dalmazia, anche le pietre parlano italiano”. A ciò si aggiunge inoltre che alla conferenza si sarebbe di sicuro riversati i partecipanti al corteo indetto dal Blocco Studentesco nella medesima mattinata per “commemorare i martiri delle foibe”.

Fortunatamente, dopo le proteste di molti studenti fuori e dentro la consulta, grazie anche alla lettera aperta al mondo della scuola promossa dall’uds e dalle altre associazioni giovanili, la direzione del teatro Brancaccio ha impedito lo svolgimento della conferenza constata la forte strumentalizzazione dell’evento. Anche l’assessore alla cultura del comune di Roma, invitato a partecipare, ha declinato l’invito perchè “Una parte, seppur minoritaria, degli stessi promotori ha deciso di fare un corteo dagli slogan e dai contenuti aggressivi. La contemporaneità delle due cose ha cambiato il clima, e io penso che il clima sia fondamentale per qualsiasi dibattito che abbia almeno intenzioni democratiche e rispettose di quello di cui si parla».

Finalmente le istituzioni danno i primi segnali rispetto a quanto da mesi avviene nelle scuole romane: clima di odio, tensione, intolleranza, episodi di apologia di fascismo.

Noi, come studenti che credono in un futuro di pace privo di violenze, condanniamo, naturalmente, l’uso della violenza come strumento di repressione politica, senza giustificazione di bandiera alcuna, ferma però restando la centralità della memoria storica e il rifiuto di ogni mistificazione di carattere palesemente revisionistico.
Riteniamo doveroso che a fronte dell’inevitabile situazione di tensione nella città e soprattutto in rispetto della nostra costituzione e della legislazione vigente, si proceda al divieto di manifestazioni di apologia del fascismo.

L’8 febbraio parteciperemo all’iniziativa indetta dall’Anpi dove ci sarà la possibilità, veramente, di discutere della tragica vicenda triestina in tutta la sua complessità, daremo vita a volantinaggi, assemblee, diffusione di materiale informativo, presidi perchè la memoria, anche su quanto accaduto nella zona giuliano-dalmata, sia un fatto condiviso e partecipato fuori da ogni bieca strumentalizzazione.

Riteniamo che ciò che sta avvenendo a Roma sia un importante segnale del clima che si respira in tutta Italia: sono sempre più frequenti episodi di aggressioni di stampo squadrista nel mondo giovanile e, in particolare, nelle scuole: risale a poche settimane fa, per esempio, l’aggressione di cui è stata vittima una studentessa dell’UdS in Veneto.

Chiediamo alle istituzioni e alla società tutta di non rimanere a guardare!

L’Unione degli Studenti

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