Spariti seicento bidoni di rifiuti depositati in due capannoni dell’Enea di Rotondella .
Dicembre 4, 2007
Un quantitativo di materiale radioattivo sarebbe stato ceduto, con la complicità della ‘Ndrangheta, da una società italiana all’Iraq di Saddam Hussein. Lo rivela Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali e tra i massimi esperti della mafia calabrese, nel suo ultimo libro dal titolo ”Ndrangheta’. Nicaso spiega che su questa attività, confermata anche da un documento ora desecretato della Cia, sta indagando la Direzione distrettuale antimafia di Potenza. Secondo il documento, una società italiana, attraverso il Cnen (Comitato nazionale per l’energia nucleare) avrebbe fornito, in tre occasioni, nel 1979 e nel 1982, uranio al regime di Saddam che voleva dotarsi di armamenti nucleari.”Durante gli anni Settanta e i primi anni Ottanta -si legge nel documento della Cia citato da Nicaso- l’Iraq acquistò uranio in varie forme dal mercato internazionale. Questi materiali includevano circa 486 tonnellate di yellowcake, 33.470 chilogrammi di diossido d’uranio (2,6% di ‘uranio’ 235), e 6005 chilogrammi di diossido di uranio ‘depleto’ da Portogallo, Italia, Nigeria e Brasile”.Nicaso parla anche del memoriale che Francesco Fonti, un ex affiliato alla ‘ndrangheta, ha consegnato alla Direzione nazionale antimafia. Fonti tira in ballo diversi boss calabresi impegnati in un business di rifiuti tossici e radioattivi. Un’operazione messa in atto per far sparire seicento bidoni di rifiuti depositati in due capannoni dell’Enea di Rotondella, provenienti da Italia, Svizzera, Francia, Germania e Stati Uniti. I bidoni furono fatti sparire tra il 10 e l’11 ottobre 1987, e per l’operazione Fonti ricevette 660 milioni di lire di compenso, dei quali 500 andarono alle famiglie di San Luca. ”Nel memoriale -scrive Nicaso- si parla anche di altre spedizioni di uranio, di Kalashnikov, di mazzette, di politici compiacenti, di navi cariche di materiale radioattivo affondate nello Jonio e nel Tirreno”. Sulle dichiarazioni di Fonti, spiega Nicaso, sta indagando la Direzione distrettuale antimafia di Potenza. E un avviso di garanzia è stato notificato a otto ex dirigenti del Centro Enea e a due presunti appartenenti alla ‘ndrangheta.
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