Si salvi chi può

Settembre 12, 2007

La scuola sta per cominciare e con dei dati davvero sconcertanti, che mostrano non solo la mancanza di un progetto complessivo ed organico di cambiamento della scuola da parte del governo, ma anche lo stato di precarietà in cui versa l’istruzione pubblica aggravatosi di anno in anno.

Sin dagli ultimi giorni di agosto ci siamo ritrovati con le testate di tutti i giornali che riportavano titoli preoccupanti sul rincaro vertiginoso del costo dei libri di testo, una percentuale pari all’11% circa con picchi di massima soprattutto nelle città del sud (con classifiche che vedevano per la prima volta il sud in cima con Napoli e Palermo).

E nella verve di inizio anno scolastico cominciano fioccare anche tutte le statistiche, mostrando sottoforma di numero quelle che sono noti e tristi realtà quotidiane: 19.000 studenti in fuga dalle scuole superiori di II grado dopo il primo anno di studi, uno studente su 5 senza licenza media (ossia 890.000 giovani senza diploma superiore!!)…e poi i dati positivi a cui però subentrano risposte inadeguate da parte del ministero dell’istruzione, infatti a fronte dell’incremento del 18,1% di studenti stranieri presenti nelle aule del nostro Bel Paese (ben 501.494 anime) non vi è stato un aumento consistente e proporzionale delle immissioni in ruolo dell’organico docente.

Insomma tra tanti numeri si rischia di annegare, ma una cosa è certa, che il ministro Fioroni e il governo Prodi devono cominciare a dare delle risposte serie e concrete per la scuola e per tutto il mondo della conoscenza, partendo dalla prossima finanziaria, aumentando i fondi destinati alle ripartizioni regionali per il diritto all’istruzione, fissando dei livelli essenziali di prestazione che tutte le regioni devono rispettare per garantire l’accesso ai saperi eliminando le barriere economiche; stanziando un fondo per garantire che l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni sia realmente effettivo, e lavorando contestualmente per un innalzamento dell’obbligo a 18 anni; realizzando una riforma degli organi collegiali che parta da un grande processo di consultazione degli studenti.

Su queste cose e su molte altre sarà chiamato a risponder il governo Prodi e il ministro dell’istruzione Giuseppe Fioroni, senza dimenticare gli impegni che il ministro stesso aveva sottoscritto nella Carta di Palazzo Valentini il 17 novembre scorso.

Impegni disattesi, noi siamo qui, un altro anno scolastico sta per iniziare, stiamo ancora aspettando

Entry Filed under: Comunicati stampa, Diritto Allo Studio, dal nazionale. .

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