Cambiamo Piazza Kennedy

Agosto 30, 2007

Cambiamo Piazza Kennedy?

Il degrado imperversa nella piazza più popolare fra i giovani materani. Un tempo la piazza aveva un nome ed una fontana. Ma come tutto, anche le piazze mutano. Questa volta non per colpa di agenti atmosferici o del tempo. Cambia il nome, cambia la gente, cambia la piazza. “Piazza Mulino” cambia nome secondo lo slang rionale, “Piazza Kè”, “Pikappa” per identificare una piazza riconducibile ad un importante uomo politico americano, Kennedy, sconosciuto alla maggioranza dei “sempre presenti” in piazza. I bimbi che un tempo frequentavano la piazzetta con la fontana sono cresciuti e la fontana non c’è più. Si è trasformata in un lunga panchina piena di scritte, di frasi d’amore, di chattate, di insulti e di mattonelle sfasciate.

L’articolo di Giovedi scorso del Quotidiano della Basilicata è sintomatico di una generazione che non sa quel che vuole e non viene aiutata a comprendere e valorizzare il suo potenziale. Come riqualificare quella piazza? Come evitare il lungo cammino verso la completa distruzione? Come coinvolgere i giovani in attività alternative che valorizzino la creatività sinora abbandonata? Cosa una amministrazione comunale dovrebbe fare per i giovani di Matera?… son le domande che ci siamo e via abbiamo posto.

Nell’intervista al neo assessore alle politiche giovanili e sociali si evince l’intenzione dell’amministrazione di perseguire verso la costituzione di un centro di aggregazione giovanile che valorizzi la creatività dei giovani, coinvolgendoli nei settori e nelle attività di maggior interesse.

L’Unione degli Studenti di Matera, movimento studentesco di ispirazione sindacale, a tal proposito, cercando un più ampio coinvolgimento, specie tra la gente che popola la piazza, quella della chat e delle chattate sui muri, ha deciso di aprire questo blog (www.cambiamopiazzakennedy.ilcannocchiale.it), luogo virtuale di confronto e dialettica.

Speriamo di coinvolgere, anche con la sola lettura, più persone possibili ed aprire un dibattito utile al confronto e ad una analisi critica della situazione.

L’articolo è il seguente, con una interessante analisi del neo assessore alle politiche sociali Michele Plati:

[...] Un malessere che sempre più spesso sfocia in atti di bullismo, nell’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti. Non mancano, poi, zone della città (piazza Mulino su tutte) particolarmente degradate a causa dell’eccessiva vivacità degli adolescenti. «Faccio l’esempio della teoria dei gas: i giovani sono come un gas che occupa tutti gli spazi non occupati da altri. – sottolinea l’assessore Plati – Se non riusciamo ad occupare queste aree con attività stabili non andiamo da nessuna parte. Posso organizzare un evento qualsiasi in piazza Mulino, l’ho conquistata per due ore, ma dopo? Bisogna fare in modo che piazza Mulino possa essere inserita in una progettazione specifica nella  quale non si teorizza che i giovani debbano andare da un’altra parte: farebbero le stesse cose anche altrove. In termini di politiche giovanili si può pensare a contenitori istituzionali deistituzionalizzati, luoghi nei quali la creatività del giovane possa essere sprigionata in un sistema di regole condivise». «Se si riesce a scavare nella lettura delle pareti di piazza Mulino – aggiunge l’assessore – si scopre che buona parte delle frasi scritte sono chattate via muro, veri e propri messaggi nella bottiglia. Dobbiamo chiederci: siamo capaci di dare ai giovani la possibilità di chattare via muro? Esistono i tazebao, luoghi progettati per fare questo. Negli ultimi anni non c’è stata politica giovanile. E’ troppo semplice dare la colpa alla famiglia, alla scuola, alle agenzie educativa: bisogna organizzare un servizio concertato sul territorio. Gli interventi da effettuare saranno l’insieme di tasselli che già ci sono: i Pisu e i piani sociali di zona. I Pisu hanno già in programma centri di aggregazione giovanile».

L’Unione degli Studenti di Matera

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2 Comments Add your own

  • 1. manuela  |  Ottobre 15, 2008 at 1:38 am

    Se vi sono benvenuti i necessari complimenti, lascio qui un semplice commento per confidare il mio apprezzamento per l’eccellente vostro progetto. Buona giornata!

  • 2. ombra  |  Dicembre 6, 2008 at 5:26 pm

    Non riusciva a capire perchè la questione piazza mulino rimanesse irrisolta da anni. Poi Pian piano, ci ho messo mano e poi piede: ci vivo! E sono sette mesi che investigo sulle ragioni del mancato interessamento dell’amministrazione comunale a quest luogo della città. La mia scoperta? Che non gliene frega niente a nessuno e tutti parlano di questa piazza solo per sentito dire. Mi spiego meglio: nel 1986, qualcuno firmò una convenzione con il comune per la demolizione del Mulino Andrisani e la costruzione dell’attuale complesso immobiliare. L’allora Sindaco Acito impose che la Piazza fosse di titolarità pubblica, però, costruita la piazza tutti se ne sono fregati, adducendo la scusa che la piazza è privata!!!!!! E in virtù di questo per dieci anni l’acqua della fontana e l’illuminazione della piazza l’hanno pagata i residenti!!!!! Dieci anni fa, il Comune, in virtù di un uso pubblico per il quale non esiste nessuna servitù, il Comune ha cominciato a fare il minimo indispensabile: luce e pulizia (se così si può chiamare!), fregandosene di tutto il resto, con la scusa che la piazza è privata! Ancora ’sta storia! Poi la sottoscritta ha cominciato il lungo calvario dell’attesa dietro le porte dei capoccia, Sindaco, Prefetto, firza dell’ordine, ecc. Ora si scopre (ma va?!?) che la titolarità della Piazza è pubblica, ma si discute del termine titolarità, a mio avviso furbescamente usato da chi ha stilato la convenzione per non far capire a nessuno a chi veramente questa piazza appartiene. Al momento attuale, a noi cittadini non è concesso mettere i cancelli, perchè l’area non è nostra … ma allora di chi è? E poi ogni tanto spunta qualcuno, da destra e sinistra, a dire un mare di cazzate che non portano da nessuna parte! Noi vogliamo fatti e non parole, ma il Sindaco è troppo impegnato per pensare alla sicurezza dei cittadini e all’igiene e al decoro della sua città. E come lui, non hanno tempo i funzionari del Comune, i vari assessori e così via. persino la spazzina addetta alla piazza non ha tempo, visto che viene quando le pare e passa ore e ore al cellulare nell’inviolata intimità della galleria degli orrori. Per avere voce, i residenti si sono riuniti in associazione chiedendo al Comune di mettere i cancelli, ma la cosa sembra ancora lontana. Il Sindaco dice: vai da Montemurro, Montemurro dice, bisogna parlare col Sindaco … ma cacchio! non avete i cellulari? Usateli, porca miseria! Comunque, l’avremo vinta noi! Ci prepariamo ad una manifestazione di protesta. Avviseremo tutti a tempo debito.

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